Sabato 20 dicembre la presentazione del libro “Ospedale di Latina. Un racconto lungo 50 anni” scritto da scritto da Licia Pastore, Dario Petti e Rita Salvatori

L’ospedale Santa Maria Goretti di Latina compie 50 anni. Una ricorrenza importante per il capoluogo pontino che dalle 11.45 del 23 marzo del 1964 vide aprire le porte degli spazi di via Reni per ospitare i primi pazienti che vennero trasportati dal vecchio nosocomio di via Emanuele Filiberto. E così la Asl di Latina ha deciso di fissare nella storia questa importante data e di ricordarla con una serie di eventi.
Tra questi la presentazione del libro, edito da Annales Edizioni e scritto da Licia Pastore, Dario Petti e Rita Salvatori, che ripercorre le tappe fondamentali di vita, in particolar modo delle origini, attraverso documenti d’archivio, giornali d’epoca e le voci dei primi protagonisti tra medici, infermieri, impiegati e suore.
Voci che restituiscono perfettamente il clima e la passione con cui questa nuova struttura è nata ed è stata messa a servizio della collettività grazie al lavoro e alla dedizione di tantissime persone.
La presentazione del libro è stata fissata per sabato 20 dicembre dalle 9.30 alle 11.30 presso la sala conferenze della palazzina direzionale dell’ospedale di via Guido Reni.
L’evento prevede anche una serie di iniziative culturali che caratterizzeranno con un modo del tutto nuovo la struttura ospedaliera che diventa mezzo di promozione culturale. E non poteva che essere Mad, il Museo di arte diffusa curato da Fabio D’Achille ad occuparsi di questi spazi con l’allestimento di una mostra, presso la direzione sanitaria, dal titolo “Sgrif-Art” dell’artista Rosy Losito.
L’esposizione proviene dal primo esperimento del day hospital di malattie infettive del primo dicembre per la giornata mondiale della lotta all’Aids.
Durante l’incontro di sabato il violinista Gennaro Papa e la flautista Martina Morera, entrambi allievi del conservatorio Respighi di Latina, eseguiranno alcuni brani di Mozart, Bizet e Beethoven.
Il ricavato dalla vendita del libro sarà utilizzato per un progetto a sfondo culturale da realizzarsi presso l’Ospedale Santa Maria Goretti.

“Calce e Fiamma. Storia di deportazione, di fughe e d’amore”

Nel bicentenario dell’Arma dei Carabinieri, il libro racconta con uno stile romanzato ma con scrupolosità storica, la vera storia di Mario Ciavaglia, testimone privilegiato degli eventi che cambiarono il corso dell’Italia tra il 1943 e il 1946.

Allievo Carabiniere a cavallo, a vent’anni appena compiuti, era in caserma a Roma durante il primo drammatico bombardamento del 19 luglio 1943, di guardia a Villa Badoglio il giorno della caduta del fascismo, a Villa Savoia la notte in cui il Re Vittorio Emanuele III fuggì da Roma, il 2 giugno presso le urne referendarie assistendo alla nascita della Repubblica Italiana. Ma soprattutto è stato tra i Carabinieri di Roma che il 7 ottobre 1943 vennero con l’inganno disarmati, fatti prigionieri e deportati dai nazisti così da poter attuare senza ostacoli l’azione di rastrellamento e deportazione ad Auschwitz degli ebrei del ghetto di Roma, il 16 ottobre 1943.
Una storia personale avvincente e toccante che permette di portare alla luce una situazione storica molto delicata per l’Italia e per l’Arma dei Carabinieri, quest’ultima abbandonata dalla guida del Re, con un risorto stato fascista sotto forma di Repubblica Sociale Italiana, posta sotto il comando dei tedeschi invasori, con la responsabilità di tutelare, aiutare e difendere il popolo italiano.

Anno di uscita: 2014
Pagine: 136
Prezzo: 14 euro