Giornata della Memoria con “Calce e Fiamma”

Il 27 gennaio 1945 l’Armata rossa liberava Auschwitz rivelando al mondo intero le barbarie naziste. Molte di queste sono riportate nei libri di testo, raccontate da cinema e tv. Solo recentemente, però, sta emergendo una vicenda sconosciuta ai più: il 7 ottobre 1943 tutti i Carabinieri di Roma e di varie caserme d’Italia vennero con l’inganno disarmati, arrestati e deportati nei campi di concentramento. Ciò perché la vicinanza dei Carabinieri al popolo li rendeva inaffidabili agli occhi dei comandanti nazisti al punto da ritenerli un ostacolo.

In occasione della “Giornata della Memoria”, Lunedì 26 gennaio alle ore 18 nella libreria La Feltrinelli di LATINA, Martedì 27 gennaio alle ore 18 nella Biblioteca comunale di CISTERNA, e Venerdì 30 gennaio alle ore 18 nel Palazzo Doria Pamphilj di VALMONTONE, Annales Edizioni presenterà “Calce e Fiamma. Storia di deportazione, di fughe e d’amore” del giornalista Mauro Nasi: il primo libro che in forma narrativa affronta questa vicenda attraverso il racconto diretto di un testimone privilegiato: Mario Ciavaglia.

Oggi 91enne residente a Cisterna di Latina, Ciavaglia era un carabiniere a cavallo formato nella Legione Allievi di via Legnano di Roma.
A vent’anni appena compiuti, il 19 luglio 1943 si trovava nella Caserma Pastrengo durante il primo devastante bombardamento della Capitale, era di guardia a Villa Badoglio il giorno della caduta del fascismo, a Villa Savoia la notte in cui il Re Vittorio Emanuele III fuggì da Roma, e presso le urne referendarie il 2 giugno per assistere alla nascita della Repubblica Italiana.
Ma soprattutto è stato tra i carabinieri di Roma deportati dai nazisti per attuare senza ostacoli il rastrellamento e la deportazione ad Auschwitz degli ebrei del ghetto di Roma, il 16 ottobre 1943.
Ciavaglia svolse in tutto 18 mesi di prigionia nei campi di Klagenfurt e Selzthal lavorando come muratore e minatore, rendendosi protagonista di una prima fuga non riuscita e di una seconda a capo di un gruppo di 6 prigionieri che gli restituirà la libertà.
Con mezzi di fortuna e varie vicissitudini riuscì a superare di notte il confine, a rientrare in Patria e ad attraversare mezza Italia raggiungendo Cisterna di Littoria, ridotta in un cumulo di macerie, la famiglia e l’amata Marcella miracolosamente superstite.
Una storia personale avvincente e toccante, narrata con uno stile romanzato senza descrizioni forti o truculenti che, anche con l’ausilio in appendice di atti e documenti, permette di portare alla luce una situazione storica molto delicata per l’Italia e per l’Arma dei Carabinieri.

Ha commentato la giornalista Claudia Paoletti (Il Messaggero): “È un libro «sdrammatico» come Benigni definiva il suo film «La vita è bella». «Calce e fiamma» inizia con le nozze di Mario e Marcella, poi di colpo ti catapulta nei ricordi, e alla fine, nell’ultimo capitolo, sposa di nuovo la sua Marcella sessantasette anni dopo.
Un finale commovente, che parla dell’uomo e non della guerra; dell’amore e non dell’odio.
Un lieto fine che vuole essere una professione di fede dell’individuo nella sua superiorità rispetto ai crimini e alle follie della storia, che va al di là delle vicende narrate e dell’epoca storica in cui sono narrate.”

leggi la scheda del libro…

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